mascherine di protezione

Mascherine più comuni e utilizzate e classi di protezione

Ormai siamo abituati a indossare la mascherina antivirus in ogni occasione. Sia che siamo diretti in un luogo chiuso o in uno spazio aperto, non usciamo mai di casa senza aver prima controllato di averla in borsa o in tasca. Nel corso dell’ultimo anno, poi, abbiamo anche dovuto imparare le varie sigle stampate sopra di esse, per conoscerne caratteristiche e potere filtrante.

È possibile acquistare le mascherine nei negozi fisici oppure in rete. In questo ultimo caso si può scegliere il negozio online MaskHaze, che offre un’ampia gamma di mascherine di ogni tipo. Qualunque sia la nostra scelta, però, è indispensabile essere a conoscenza delle caratteristiche di ognuna di esse, perché questo potrebbe fare la differenza in fase di acquisto. In questo articolo vedremo proprio a cosa corrispondono le sigle presenti sulle mascherine e come imparare a fare la scelta adatta e orientarsi nelle molte opzioni disponibili.

Mascherine FFP

In Europa la sigla che definisce lo standard di protezione per le mascherine è FFP, “Filtering FacePiece Particles”. Vengono utilizzate sia in ambiente lavorativo che nelle strutture ospedaliere e sono quelle con la capacità di filtraggio maggiore, in quanto sono in grado di bloccare anche le particelle più piccole, fino a 0,6 micron. Possono anche essere dotate di valvola. Tuttavia, questo sistema, qualora presente, le rende meno efficaci in quanto è possibile il passaggio di alcune particelle nel momento in cui la valvola viene aperta per consentire una respirazione più agevolate. Altro aspetto da considerare in fase di scelta è quello della perdita totale. Questo parametro indica la possibile penetrazione di alcune particelle nelle parti della maschera che aderiscono al viso, nella zona attorno al naso, ai lati e sul mento. Più la maschera è di qualità più questa aderisce alla conformazione anatomica del viso umano, limitando il valore di perdita totale. Le mascherine FFP si dividono in tre sottocategorie.

FFP 1

Sono quelle con il minor potere filtrante; la capacità filtrante è espressa in percentuale ed è dell’80 %. Si discute ancora sulla loro efficacia per la protezione da virus in quanto, in ambito lavorativo, queste vengono usate solo in ambienti dove non si prevede l’inalazione di sostanze tossiche e nocive. Più probabile, ad esempio, un loro utilizzo in un cantiere edilizio che non in una fabbrica di smaltimento di rifiuti. Per questo motivo, le istituzioni sconsigliano di indossarle se lo scopo è la protezione da organismi estremamente piccoli come appunto i virus. Inoltre, la loro perdita totale può arrivare anche fino al 25% e rappresenta un campanello d’allarme, soprattutto se indossata in ambienti dove si è esposti maggiormente all’inalazione di particelle molto piccole.

FFP 2

Potere filtrante medio. Questo tipo di mascherine riescono a filtrare fino al 94 % delle particelle e rappresentano la scelta minima consigliata per la protezione dai virus. Anche la perdita è molto ridotta: parliamo di un massimo dell’11 %. Non a caso, vengono utilizzate in ambienti di lavoro dove può esistere il pericolo di esposizioni a polveri molto sottili e nocive, ad esempio nell’industria metallurgica o mineraria.

FFP 3

Queste mascherine offrono la protezione massima, con un potere filtrante del 99 %. Rappresentano uno schermo sia da particelle che da virus e sono al momento le più consigliate, in generale in qualsiasi ambiente lavorativo e no, avendo una perdita totale che arriva al massimo al 5 %. Tuttavia, il loro costo elevato può essere una spesa ingiustificata se lo scopo non è il loro utilizzo in ambienti altamente pericolosi. Per questo le industrie sopra citate preferiscono dotare i propri dipendenti di mascherine meno performanti ma comunque adatte al tipo di ambiente lavorativo e alla dimensione delle particelle respirate.

Mascherine KN

A seconda del paese di provenienza e delle sue normative si utilizzano standard differenti. La sigla KN viene adoperata in Cina ed è soggetta a misurazioni di potere filtrante diverso rispetto a quelle europee. Anche in questo caso abbiamo tre diverse sottocategorie che, nella loro sigla, indicano già il potere filtrante.

KN 90

Si tratta della mascherina con il minor potere filtrante per gli standard cinesi. Questa, però, supera la controparte FFP1 e ha un potere filtrante del 90 %

KN 95

Con un potere filtrante del 95 % la KN 95 rappresenta una scelta intermedia. Utilizzabile in ambienti di lavoro che prevedono la possibile inalazione di sostante estremamente piccole e nocive, viene anche accettata come protezione sufficiente contro i virus.

KN 100

Parliamo del potere filtrante più elevato. In realtà, non potendo assicurare il 100 % della protezione, il valore è di 99,97%; numero più che sufficiente per renderla la più efficace in commercio.

Mascherine N

Con la sigla N vengono regolamentate le mascherine secondo lo standard americano. Anche qui il valore del numero dopo la lettera N rappresenta già il valore della capacità filtrante; la scala, però, è diversa rispetto agli standard europei e cinesi. Distinguiamo tre diverse categorie anche per le mascherine N.

N95

Capacità filtrante del 95 %. Maggiore rispetto alla controparte europea e alla controparte cinese. Utilizzata in molti ambienti di lavoro e sufficiente a garantire una protezione efficace anche da virus.

N99

È equiparabile alla FFP3, con un potere filtrante del 99 %. È la più utilizzata negli USA in quanto non ha costi molto elevati ma consente di ridurre davvero al minimo la potenziale inalazione di quasi ogni tipo di particella nociva.

N100

Come per lo standard cinese, anche la N100, pur avendo tale numero nella sua sigla, non arriva ad avere una capacità filtrante massima ma si ferma al 99,97 %, sufficiente a renderla la mascherina americana con la maggiore efficacia presente in commercio.

Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche si distinguono per il loro prezzo estremamente vantaggioso, che le rende le più economiche sul mercato come prezzo per unità. Tuttavia, non hanno molta efficacia protettiva in quanto, non aderendo bene al viso, non sono in grado di proteggere adeguatamente chi le indossa dall’inalazione di particelle provenienti dall’esterno. Buona invece la capacità protettiva da interno a esterno, che le rende le mascherine più utilizzate in ambito clinico e ospedaliero.

Vota questo articolo!

Share this post